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La storia

La colonia romana fondata all'inizio dell'Impero Romano

La colonia di “Augusta Bagiennorum” fu fondata all’inizio dell’Impero Romano da Ottaviano Augusto, nel quadro di un programma per il popolamento e lo sfruttamento agricolo del territorio, in una zona di importanza strategica per il controllo del transito tra la pianura padana,le valli degli affluenti del Po, i valichi alpini e la costa ligure.

L’insediamento romano si estendeva per oltre 20 ettari sulla fertile pianura della Roncaglia in un ampio territorio appartenuto alla tribù preromana dei Luguri Bagienni e delimitato a sud-est dal vallone del torrente Mondalavia e, a nord-ovest, dalle colline che preludono alla valle della Stura di Demonte.

La città di Augusta Bagiennorurn, edificata nelle vicinanze delle più antiche città romane di Pollentia (Pollenzo) ed Alba Pompeia (Alba), ebbe una vita fiorente per almeno tre secoli.

Nel periodo a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900, gli eruditi e poliedrici Giuseppe Assandria e Giovanni Vacchetta condussero nella zona varie campagne archeologiche che permisero di individuare le Torri quadrangolari, il Foro, un Tempio, la Basilica civile, le Terme e l’Acquedotto.

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Le porte urbiche

L’accesso alla città, racchiusa su tre lati da una cinta muraria costituita da un fossato cui era addossato all’interno un terrapieno completato da una palificata in legno, avveniva ad oriente attraverso la “Porta Praetoria” e a occidente attraverso la “Porta Decumana”: le entrate erano caratterizzate da  imponenti torri munite di feritoie con passaggi distinti per i veicoli ed i pedoni.

Il teatro

Il teatro aveva un diametro di quasi 60 metri e poteva contenere più di tremila spettatori.

Era costituito da una struttura in muratura (“cavea”) con le gradinate per il pubblico sostenute da una ventina di imponenti muri radiali, da uno spazio a semicerchio (“orchestra”) e da un palco sopraelevato (“scena”) dove venivano rappresentate tragedie, pantomime, commedie e farse.

Grazie ad un’iniziativa del Comune di Benevagienna è ora possibile apprezzare, attraverso un’accurata ricostruzione virtuale, la complessa struttura del teatro al momento del suo massimo splendore.

Il tempio minore

Alle spalle del teatro era presente un ampio porticato che, sviluppato su quattro lati, era destinato al riparo degli spettatori.

Al centro sorgeva un piccolo tempio dedicato forse a Bacco, per il suo legame con il mondo teatrale. Il sacello era a pianta rettangolare con la cella preceduta da un vestibolo sorretto da quattro colonne.

Fra il V ed il VIII secolo d.C. il tempietto venne trasformato in una basilica cristiana, a pertinenza di un abitato medioevale,  sorto quando ormai la città romana era stata abbandonata. 

Il foro e la basilica

Nell’ampia area posta fra il tempio maggiore e quello minore era localizzato il Foro, vero centro nevralgico della città che misurava circa 36 metri di larghezza e 115 metri di lunghezza.

Lo spazio forense, che si collocava nel settore centrale dell’impianto urbano era articolato in tre parti con il tempio, la piazza e la basilica civile, secondo uno schema assai diffuso nel mondo romano

Il Foro era delimitato da lunghi porticati sui quali si affacciavano le botteghe, le terme e la basilica civile destinata all’esercizio delle funzioni politiche, giuridiche e amministrative della città

Il tempio

L’antico tracciato della via Decumana passa davanti a quanto resta del maggiore tempio della città di Augusta Bagiennorum. Dell’antica struttura  è stato recentemente riportato alla luce   una parte del  basamento che si erge per oltre due metri sopra l’attuale piano di campagna.

Nella parte antistante probabilmente era presente  un pronao con una scala di accesso prospiciente il decumano massimo, la via principale della città; su tre lati era circondato da un portico articolato in vani absidali  ed alle spalle era presente un edificio rettangolare che ospitava riunioni di carattere politico e religioso.

Probabilmente il tempio era dedicato alla triade capitolina di Giove, Giunone e Minerva, pur non escludendo una dedica al culto dell’Imperatore.

La casa romana

I luoghi nei quali erano situate le case di civile abitazione non sono stati chiaramente individuati nel corso della campagna di scavi intrapresa dagli studiosi  Assandria e Vacchetta. Nella planimetria della città di Augusta Bagiennorum venne unicamente localizzato un edificio nei pressi del Teatro che si presume destinato ad abitazione privata.

Le strade della città, pavimentate in ciottoli e delimitati da marciapiedi in terra battuta, definivano isolati di forma quadrata o rettangolare con la lati fra i 70 ed i 100 metri di lunghezza.

L'anfiteatro

Lungo la via della Roncaglia, in un punto nel quale il tracciato stradale compie un’ampia curva, è ancora intuibile la caratteristica configurazione ellittica dell’Anfiteatro. La costruzione, posta nelle immediate adiacenze della città, era lunga 118 metri e larga 92 ed era destinata ad ospitare spettacoli di forza e destrezza.

Oggi è stato riportato parzialmente alla luce grazie ad un’importante campagna di scavi promossa dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte e dal Comune di Benevagienna.

Dell’anfiteatro, costruito su un terrapieno artificiale, è visibile il settore occidentale mentre la restante parte del monumento e la cavea rimangono ancora da esplorare.

L’arena  era delimitata da un muro perimetrale conservato in elevato per circa due metri, cui si addossava all’esterno una serie di contrafforti che sostenevano un prospetto ad archi.

Sulle fondazioni dell’anfiteatro poste a nord nel settecento vennero costruiti degli edifici rurali, una parte dei quali ora ospitano il Centro Visita della Riserva Naturale di Augusta Bagiennorum.

La necropoli

Nell’area compresa fra i resti dell’Acquedotto romano e l’attuale strada comunale della Roncaglia, era localizzata la maggiore Necropoli della città di Augusta Bagiennorum.

Alla fine dell’ottocento nei campi antistanti la cappella di S.Pietro, vennero rinvenuti gruppi di sepolture i cui corredi, conservati nel locale Museo Archeologico, risalgono alla prima metà del I° secolo d.C.

La necrepoli comprendeva anche una zona a carattere più monumentale individuata appena fuori la Porta Decumana.

Nel Museo Civico di Cuneo, posto accanto all’antica chiesa di S.Francesco,  sono conservati alcuni interessanti oggetti provenienti dall’area archeologica di Benevagienna e da altri insediamenti di epoca romana presenti nell’area cuneese.

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